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	<pubDate>Thu, 05 Nov 2020 21:15:11 +0000</pubDate>
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		<title>SENZA OFFESA. PARCO NAZIONALE DELLA MUNNEZZA: LA CHERNOBYL DEI NOSTRI FIGLI</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 17:41:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[(ha collaborato Luca Ambrosio)“Non posso aspettare e non posso vivere aspettando che muoia ciò che resta dell’unico polmone di verde della mia terra”. Ditemi, quanti di noi, in questi giorni “infuocati”, per la nostra terra, hanno pensato ciò e quanti sarebbero disposti a fare qualcosa perché ciò non accada?
Trentuno anni fa i ventenni di allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2017/07/lazarillo-de-tormes21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9243" title="lazarillo-de-tormes2" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2017/07/lazarillo-de-tormes21.jpg" alt="" width="158" height="180" /></a>(ha collaborato Luca Ambrosio)“Non posso aspettare e non posso vivere aspettando che muoia ciò che resta dell’unico polmone di verde della mia terra”. Ditemi, quanti di noi, in questi giorni “infuocati”, per la nostra terra, hanno pensato ciò e quanti sarebbero disposti a fare qualcosa perché ciò non accada?<br />
Trentuno anni fa i ventenni di allora si beccarono Chernobyl. Gli dissero “tutto sotto controllo”. Però “non bevete latte, non mangiate verdura, uscite poco di casa, chi proprio non ne può fare a meno, indossi la mascherina”. Il danno era fatto. Oggi ai nostri figli tocca il Parco Nazionale della Munnezza,<span id="more-9241"></span> i suoi roghi ininterrotti da un anno ad oggi. Più i fumi quotidiani ad opera di “animali” senza scrupoli che danno fuoco a tutto, dai rifiuti speciali ad ogni sorta di materiale della campagna. I fumi velenosi stanno appestando le nostre vite. Deturpando il già dilapidato territorio dove viviamo. Ci costringono a vivere rinchiusi in casa, dove ogni sorta di oggetto, la nostra biancheria, noi stessi ha preso un sapore acre e pestifero. A sera chiudi le imposte perché c’è fumo, al mattino le riapri e respiri gli stessi miasmi.<br />
La fuliggine velenosa che cade dal cielo, a tutte le ore del giorno, avviluppa e entra nella frutta, nella verdura, sugli animali da cortile. E noi li mangiamo. Alimentiamo i nostri figli, con la speranza che crescano sani, forti e vigorosi. Si prendono le nostre vite. Qualcuno verrà a salvarci? Viviamo d’illusioni! Sull’ambiente, in questi paraggi, gli amministratori sono fermi al palo. Non sembrano in grado di difendere le loro comunità. In campo pressapochismo ed inefficienza al cospetto di una faccenda che oramai è sfociata nella farsa. Amministratori locali intenti ad asfaltare qualche strada (per la verità c’è chi in cinque anni nemmeno questo è riuscito a fare) piuttosto che a sintonizzarsi alla realtà.<br />
&#8220;&gt;Già realtà! Vivibilità, difesa della salute pubblica, controllo del territorio. Vedrete che le prossime campagne elettorali si svolgeranno a colpi di boschi da salvaguardare. Ricordo che i passati comizi si svolsero sulla Vasca al Pianillo (invaso di acque e fanghi putride e velenose) da bonificare da quando io sono nato. Peccato che sui palchi si alternarono coloro che, in una accozzaglia di idee, si riappacificarono sotto la sigla di uno pseudo comitato ambientalista. Risultato? Fu impedito al generale Jucci, con diciotto milioni di euro in mano, di chiudere per sempre il mefitico invaso. Se tanto da tanto bisognerebbe andare più in là del restituire la fascia di primi cittadini al signor Prefetto. Senza offesa!</p>
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		<title>DIVIETO DI SOSTA. PARCO NAZIONALE DELLA MUNNEZZA: DIETRO I ROGHI UNA SOLA REGIA</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 14:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Divieto di sosta]]></category>

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		<description><![CDATA[(ha collaborato Luca Ambrosio) Vedrete che fra qualche tempo tutti gli alberi mandati in fumo nel Parco daranno gli agognati frutti a coloro che hanno premeditatamente reso ancor più infuocata l’estate vesuviana. Pioveranno progetti e fondi che, se i primi cittadini non si daranno una mossa, continueranno ad ignorare i diretti interessati: i paesi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2017/07/foto-diviesto-di-sosta1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9237" title="foto-diviesto-di-sosta" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2017/07/foto-diviesto-di-sosta1.jpg" alt="" width="93" height="93" /></a>(ha collaborato Luca Ambrosio) Vedrete che fra qualche tempo tutti gli alberi mandati in fumo nel Parco daranno gli agognati frutti a coloro che hanno premeditatamente reso ancor più infuocata l’estate vesuviana. Pioveranno progetti e fondi che, se i primi cittadini non si daranno una mossa, continueranno ad ignorare i diretti interessati: i paesi del Parco.<span id="more-9231"></span><br />
Certo non si può negare che i vari Capasso, Catapano e Ranieri non siano stati particolarmente attivi mentre i loro boschi andavano in cenere. E viene da ridere pensando al modo beffardo con cui Governo e Regione abbiano strutturato gl’interventi in questi casi, escludendo, però, dall’azione attiva e diretta proprio i sindaci. Non si diceva una volta che il paese è del paesano?<br />
E allora quale è il ruolo dei Comuni nella difesa diretta del loro polmone di verde? Purtroppo, oggi, è limitato a dirigere il traffico di accesso alle pinete e di avvistamento di nuovi focolai d’incendio. O stare lì col naso all’in su ad attendere l’arrivo dei Canadair. Che chiamati in azione alle undici del mattino sono intervenuti alle sette di sera.<br />
Allora perché non dotare i Comuni, che detengono la maggior parte di territorio del Parco, di uomini, fondi e mezzi? Così non si sarebbe perso tempo prezioso, in quelle otto ore di attesa di aiuto dal cielo. Via terra si sarebbe potuto, circoscrivere, limitare, se non, addirittura soffocare il fuoco. Via terra in dieci minuti, in compagnia dell’amico farmacista Attilio Giordano, attraversando la Profica Paliata, stavamo accanto al rogo. Ci saranno arrivate pure una miriade di sigle di volontariato, associazionismo, protezione civile, per lo più private. Una sfilata di mobilitati per osservare, monitorare, fotografare. Senza, però, poter intervenire realmente. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>O la struttura organizzativa di Governo e Regione Campania è fatta apposta per intervenire solo quando l’evento è già disastro? Non ha insegnato nulla il fuoco della estate 2016 che mandò in cenere ettari di boscaglia?<br />
L’Ente Parco non è pervenuto. Nemmeno questa estate. Proclami tanti: alla de Luca, per intenderci! Ci è bastato vedere il presidente Casillo, un ragazzotto al quale è andato via il sorriso. E’ sembrato piuttosto un cane bastonato, uno che non sa che pesci prendere. Finora l’Ente non è riuscito a creare un interesse, ha mostrato poco coraggio, ha protestato poco, a detta di qualcuno. E’ pensabile che Casillo protesti contro coloro che lo hanno seduto su quella poltrona per meriti elettoralistici? Pura fantascienza!<br />
Dei gruppi intervenuti a “guardare” gl’incendi troppi erano iper equipaggiati. Con quali fondi non saprei dirvelo. Alla fine si attendono sempre i Canadair. Se tanto da tanto e siamo riusciti a mandare in cenere l’unico polmone di verde per i nostri paesi, mi chiedo: a cosa serve avere un Parco Nazionale Vesuvio-Monte Somma? Diamo a Capasso, Catapano, Ranieri, ecc., ecc., la possibilità di detenere almeno un elicottero, dotarsi di un invaso, attrezzare dei mezzi, di primo soccorso, per scalare i boschi, spegnere i principi d’incendio, avvistati da volontari e dipendenti a tal uopo addestrati. Diamo la possibilità ai privati di impiantare delle attività nel Parco, così da creare degli interessi. E finiamola col finto ambientalismo ad oltranza. Vedete quanti disastri combina?</p>
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		<title>Comitato Terra dei Fuochi incontra la scuola Ammendola</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 18:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unapagina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Centro]]></category>

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		<description><![CDATA[(ha collaborato Luca Ambrosio) San Giuseppe Vesuviano – La scuola incontra il Coordinamento comitato Terra dei Fuochi per parlare dell&#8217;emergenza ambientale e dei progetti che sull&#8217;argomenti potrebbero essere messi in cantiere. L&#8217;incontro, è avvenuto nell&#8217;aula magna della scuola media statale Ammendola-D Amcis, lo scorso 30 aprile.  
Presenti Silvano Striato responsabile aria promozione e scuola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/05/ambiente001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9172" title="ambiente001" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/05/ambiente001-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>(ha collaborato Luca Ambrosio) San Giuseppe Vesuviano – La scuola incontra il Coordinamento comitato Terra dei Fuochi per parlare dell&#8217;emergenza ambientale e dei progetti che sull&#8217;argomenti potrebbero essere messi in cantiere. L&#8217;incontro, è avvenuto nell&#8217;aula magna della scuola media statale Ammendola-D Amcis, lo scorso 30 aprile.  <span id="more-9171"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Presenti Silvano Striato responsabile aria promozione e scuola del comitato Terra dei Fuochi; la referente della scuola ospitante, professoressa Elvira Carillo; il presidente del consiglio d&#8217;istituto della Ammendola-De Amicis, Antonio Annunziata; il presidente di Azione Civile-Gev, Leonida Ambrosio, nonché promotore dell&#8217;incontro. Gl&#8217;insegnati particolarmente sensibili o che già hanno in atto con le loro classi progetti che riguardano l&#8217;ambiente. Tra gli altri: Maria Pia Ambrosio, Giuseppina Ambrosio, Amalia Ammirati, Rossella Campaniello,  Fortuna Catapano, Ornella Masecchia, Silvana Nunziata, Michele Palmieri, Paola Staffelli.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Ad introdurre l&#8217;incontro è stato Leonida Ambrosio, ambientalista della prima ora a San Giuseppe Vesuviano, già cofondatore agli inizi degli anno 80 del Gruppo ecologico vesuviano, nonché promotore di svariate sottoscrizioni popolari in favore del territorio e dell&#8217;ambiente del vesuviano. E il primo a denunciare nel 2005 la pericolosa situazione della discarica di Contrada Beneficio, accanto alla Vasca al Pianillo. “So che nella scuola oggi c&#8217;è molta più sensibilità ambientalista rispetto agli anni passati – ha esordito Ambrosio – ma ciò non basta, agli alunni, ai nostri figli bisogna insegnare ad osservare e chiedere spiegazioni a coloro che, come le amministrazioni locali, hanno in mano il loro futuro alla salute. Un esempio? Quanti giovani sanno che quei fumi quotidiani che si innalzano dalle campagne, specie in estate, sono fuorilegge e vanno denunciati alle autorità competenti?. Pochi o nessuno”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Silvano Striato responsabile del settore promozione e scuole del Comitato Terra dei Fuochi, è stato molto esplicito: “Qui non veniamo a imporvi alcun progetto, bensì chiediamo a voi insegnanti di dirci cosa vorrete programmare per sensibilizzare alunni e genitori (presente una loro rappresentanza, ndr) sui temi ambientali – ha spiegato Striato – si potrebbe iniziare in questa scuola col chiedere che si faccia la raccolta differenziata dei rifiuti. Noi saremo al vostro fianco con i nostri esperti ai quali potrete rivolgervi in ogni momento, ma da voi dovranno partire le iniziative”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Gli insegnanti della Ammendola -De Amicis all&#8217;unisono si sono mostrati entusiasti sulla disponibilità ricevuta e hanno già deciso, d&#8217;accordo col preside dell&#8217;istituto Raffaele Ranieri, di programmare per il prossimo anno scolastico un progetto triennale di sensibilizzazione sui temi ambientali, con la scuola che incontro il proprio territorio.</p>
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		<title>FRANZESE, L&#8217;ONDA CHE NON SMETTE DI SORPRENDERCI</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2016 16:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacoli]]></category>

		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

		<category><![CDATA[Testa]]></category>

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		<description><![CDATA[San Giuseppe Vesuviano - Un Universo in movimento. Così è nata la definizione dopo la scoperta, sensazionale a detta degli studiosi, delle &#8220;onde gravitazionali&#8221;. Uno dei maggiori esperti, il professore Massimo Della Valle, direttore dell&#8217;Osservatorio di Capodimonte ne ha parlato a San Giuseppe Vesuviano. Nell&#8217;aula consiliare c&#8217;erano gli alunni del Primo Circolo Didattico e sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2016/04/franzese-foto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9223" title="franzese-foto" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2016/04/franzese-foto-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a><strong>San Giuseppe Vesuviano</strong> - Un Universo in movimento. Così è nata la definizione dopo la scoperta, sensazionale a detta degli studiosi, delle &#8220;onde gravitazionali&#8221;. Uno dei maggiori esperti, il professore Massimo Della Valle, direttore dell&#8217;Osservatorio di Capodimonte ne ha parlato a San Giuseppe Vesuviano. Nell&#8217;aula consiliare<span id="more-9219"></span> c&#8217;erano gli alunni del Primo Circolo Didattico<!--more--> e sulle pareti le opere del maestro Luigi Franzese.</p>
<p>I quadri non erano certo lì solo a fare da sfondo all&#8217;evento. Questa è stata la mia personale sensazione. Eppure esimi colleghi, giunti per fare la cronaca dell&#8217;evento, hanno stranamente omesso di citarne la presenza. Non si poteva, al contrario, rimanere non affascinati dai colori, dal calore e dalla intensa fatica emanata dalla pittura di Franzese.</p>
<p>Il professore Della Valle ha spiegato in modo lineare a semplice, per me profondamente ignorante di Astrofisica, queste osannate onde gravitazionali. Ha dissertato su &#8220;novae&#8221;, &#8220;super novae&#8221; e &#8220;buchi neri&#8221; in modo appassionato e da profondo conoscitore della materia. Ha spiegato come lui ed i suoi colleghi siano arrivati ad elaborare teorie su teorie prima di giungere all&#8217;agognata meta, che li ha condotti alla scoperta delle &#8220;onde&#8221; più importanti in questo momento.</p>
<p>In me, in quel luogo è avvenuta una cosa strana. Sono stato preso da un fenomeno inusuale. Non so se anche altri hanno provato le stesse sensazioni. Ho ascoltato con attenzione Della Valle ma, come ogni buon profano della materia, ho avuto difficoltà a immaginarmi come fossero queste &#8220;gravitazionali&#8221;.  Sciocca presunzione, la mia, di chi vorrebbe ridurre tutto al concreto, al reale, al visibile.</p>
<p>Alloro ho socchiuso per un attimo gli occhi e davanti a me hanno cominciato a sfilare i fotogrammi delle opere di Franzese. Mi sono perso in quei caldi colori, l&#8217;arancione, il  giallo, il rosso che sovente ricorrono in molte delle opere del pittore vesuviano. Degli stessi colori che immaginiamo possano essere fatti i miliardi di pianeti e la materia tutta che compone lo sconfinato Universo.</p>
<p>Se la &#8220;aom&#8221; rappresenta il suono primordiale del big-bang, i colori delle opere di Luigi Franzese mi riportano alla sensazione di come immagino l&#8217;espansione della materia, gli attimi immediatamente successivi all&#8217;esplosione e gli atomi che si allontanano. La sensazione è la stessa di una mano candida che si poggi sulla pietra vulcanica infuocata dal calore della controra nei pomeriggi assolati dell&#8217;estate vesuviana.</p>
<p>Luigi Franzese è uno schivo. In passato ho scritto che non è un bravo imbonitore, ne un pittore su commissione. Sa essere tanto intollerante, insofferente nei rapporti personali, quanto amorevole, affettuoso, caloroso nel suo lavoro. Mi chiedo allora: perchè le opere di questo artista non smettono mai di sorprenderci e continuano ad avere un legame indissolubile con le manifestazioni della nostra vita?</p>
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		<title>S.MARIA LA SCALA, TORNA IL &#8220;CRISTO&#8221; DI FRANZESE. DON FRANCESCO: &#8220;E&#8217; GIUSTO COSI&#8217;,,</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2015 09:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Testa]]></category>

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		<description><![CDATA[San Giuseppe Vesuviano – Ad un anno dalla riapertura dopo la ristrutturazione la Parrocchia di S. Maria la Pietà è tornata ad ospitare la suggestiva scultura che rappresenta un uomo con le braccia aperte e le palme delle mani rivolte verso il basso. L’opera del maestro Luigi Franzese era stata rimossa da quella che era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2015/05/cimg0754.jpg"><img title="cimg0754" class="alignleft size-medium wp-image-9201" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2015/05/cimg0754-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>San Giuseppe Vesuviano</strong> – Ad un anno dalla riapertura dopo la ristrutturazione la Parrocchia di S. Maria la Pietà è tornata ad ospitare la suggestiva scultura che rappresenta un uomo con le braccia aperte e le palme delle mani rivolte verso il basso. L’opera del maestro Luigi Franzese era stata rimossa da quella che era stata la sua sede naturale. Fu realizzata per volontà del compianto parroco Don Francesco Cunto, che all’epoca l’aveva commissionata all’artista sangiuseppese.<span id="more-9200"></span><br />
Dopo l’arrivo il neo parroco don Francesco Feola, nuovo dell’ambiente scalese e preso da mille incombenze, nonostante tutto, ha mantenuto l’impegno di impreziosire la bella Chiesa con la suddetta opera.</p>
<p style="text-align: left;">“La materia, l’uomo il mistero” è stata collocata sul Battistero, alla sinistra dell’entrata della suggestiva chiesetta vesuviana.<br />
L’artista sangiuseppese e suoi tanti estimatori plaudono alla felice sistemazione dell’opera. A Franzese era stata prospettata anche la possibilità di esporre la sua opera presso il museo di arte moderna del Vescovado a Nola.<br />
&#8220;Ringrazio la curia nolana – spiega Franzese, visibilmente felice – ma l’opera l’ho donata alla Parrocchia di S. Maria la Pietà e secondo me è giusto che stia lì. Un artista ci mette passione e sofferenza nella creazione di un opera e sente visceralmente quale debba essere la sua collocazione più appropriata”.<br />
&#8220;Non ho fatto nulla di straordinario – spiega il parroco – dopo aver letto le carte e consultatomi con la Curia Vescovile di Nola – ho semplicemente ottemperato ad una passata volontà. Ritengo sia bello che i nostri fedeli possano ammirare nella loro chiesa l’opera di un loro compaesano”.<br />
&#8220;Don Francesco è una persona di profonda sensibilità–aggiunge Franzese – sin dal primo incontro mi sono sentito a mio agio. In quella circostanza una forte emozione mi scosse perché sentivo di essere capito e di conseguenza tutta la mia fiducia, senza ombra di dubbio, si aprì a Don Francesco. In più lo ringrazio perché l’opera è stata trattata con il rispetto che meritava sotto il profilo religioso  ed è in ottimo stato di conservazione. I fedeli si dicono incuriositi da questa opera sui generis? Si, perché si tratta di un concetto nuovo e rivoluzionario di porgere Cristo all&#8217;umanità a distanza di 2000 anni – spiega il suo autore – E&#8217; un Cristo che non porta con sé  il peso della materia che era il suo corpo e ne i segni della sofferenza ma spingendosi fuori dalla superficie che lo ha generato e rimanendo ancorato in un solo punto-la terra- sembra aspettare qualcuno che l&#8217;abbracci e quindi è proiettato verso il mondo&#8221;.<br />
Franzese con  “la materia, l’uomo, il mistero” ha messo in pratica la tridimensionalità che lega pittura  scultura e architettura. La creazione, oggi conservata in S. Maria la Pietà, ha l&#8217;originalità di far fuoriuscire il disegno dalla scultura, così che lo spazio, creatosi tra la sagoma e il piano, da luce a tutta la scena e un suggestivo campo visivo si apre  al fruitore. Non a caso per questa opera Franzese  ricevette gli elogi per iscritto della Città  del Vaticano.<br />
Le opere di Luigi Franzese sono conservate in diversi musei e collezioni pubbliche, i suoi lavori sono di crescente interesse dei critici d&#8217;arte anche di livello  internazionale. E oggi ancor di più per noi vesuviani è un vanto poter ammirare a due passi da casa una delle  fatiche più rappresentative di questo artista bravo e schivo, ma indissolubilmente legato alla sua gente.</p>
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		<item>
		<title>RIAPRE L&#8217;ASILO CROCE ROSSA. LEONIDA &#8220;UN SIMBOLO DI LEGALITA&#8217;. E&#8217; DI TUTTI&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2014 10:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

		<category><![CDATA[Testa]]></category>

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		<description><![CDATA[San Giuseppe Vesuviano - Dopo cinquant&#8217;anni di abbandono la bella palazzina di inizio  900 dell&#8217;asilo Croce Rossa è stata inaugurata per la terza volta in due  anni. Un record. La direttrice del 2° Circolo Didattico San Leonardo, dott.ssa Giugliano Antonia, ha   voluto festeggiare l&#8217;assegnazione dei locali di quello che fu l&#8217;Asilo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/12/cimg0528.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9186" title="cimg0528" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/12/cimg0528-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>San Giuseppe Vesuviano - Dopo cinquant&#8217;anni di abbandono la bella palazzina di inizio  900 dell&#8217;asilo Croce Rossa è stata inaugurata per la terza volta in due  anni. Un record. La direttrice del 2° Circolo Didattico San Leonardo, dott.ssa Giugliano Antonia, ha   voluto festeggiare l&#8217;assegnazione dei locali di quello che fu l&#8217;Asilo Croce Rossa con   una manifestazione natalizia e storico culturale. A farsi carico dell&#8217;organizzazione dell&#8217;evento la prof. Giusi Scardone fiduciaria per la   gestione della scuola.<span id="more-9185"></span></p>
<p>Una rappresentanza di alunni vestiti con il cappellino da Babbo Natale ha accolto gli   ospiti nell&#8217;atrio cantando l&#8217;inno nazionale e una serie di canzoni natalizie.  Poi il dott. Francesco Ambrosio, ginecologo di professione e tecnico audio/video per   passione, ha illustrato con l&#8217;aiuto di diapositive, la storia vulcanica dell&#8217;Area   Vesuviana con l&#8217;aiuto di bellissime stampe d&#8217;epoca fino alla disastrosa eruzione del   1906 che costò a San Giuseppe Vesuviano ben 108 vittime tutte finite sotto   l&#8217;Oratorio mentre erano impegnate in lunghe veglie di preghiera.Ha mostrato una copia dell&#8217;atto costitutivo e dello statuto della fondazione che   costruì l&#8217;asilo e lo assegnò ad un ordine di suore che lo gestì dal 1911 fino al 1964   quando la scuola fu chiusa e l&#8217;edificio abbandonato.</p>
<p>Attraverso le diapositive abbiamo rivisto il prefetto dott. Cinzia Guercio che   nell&#8217;ottobre del 2012 inaugurò un&#8217;ala della scuola, completata poi   dall&#8217;amministrazione Catapano a settembre del 2014 e consegnata al 2° Circolo.  Questa operazione ha generato mugugni e brontolii fra i vari circoli didattici   sangiuseppesi e il sindaco Catapano nel suo discorso ha voluto liberare il campo da   ogni polemica:&#8221; La giunta ha deciso in tal senso perché al 1° circolo è stato   assegnato un finanziamento di circa un milione di euro per l&#8217;adeguamento   energetico, quindi per una questione di equità il 2° circolo ha avuto l&#8217;ex Asilo Croce   Rossa.&#8221;</p>
<p>Ha anche annunciato che a breve partiranno gli atti per una gara d&#8217;appalto per la   costruzione di un anfiteatro nel grosso cortile della scuola.  Nel suo discorso inaugurale la prof. Scardone ha chiesto agli ospiti un minuto di   silenzio per le vittime dell&#8217;attentato terroristico nella scuola di Peshwar ( Pakistan )   che ha provocato 145 morti e 124 feriti. Ha avuto una parola di ricordo per quei   cittadini che nel lontano 30 giugno 1991 evitarono l&#8217;abbattimento dell&#8217;edificio da   parte del comune, fra cui: Lilia Ambrosio, Raffaella Miranda e Antonio Leonida. Ma   furono molti di più i cittadini che quella assolata mattina di giugno si diedero   appuntamento al cancello principale dell&#8217;ex asilo e impedirono l&#8217;ingresso della ditta   a cui erano stati appaltati i lavori. Uno di loro,  Leonida Ambrosio, lo notiamo fra la   folla che si assiepa intorno agli oratori. 24 anni fa fu tra i maggiori artifici della difesa   dell&#8217;ex asilo Croce Rossa, fu grazie ad un suo stratagemma che si riuscì a scoprire che   il progetto, approvato dall&#8217;allora amministrazione comunale, aveva sentenziato la   rasa al suolo dello storico immobile.</p>
<p><a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/12/centrosgv2018.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9187" title="centrosgv2018" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/12/centrosgv2018-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8220;Mi ha fatto piacere - spiega orgoglioso Leonida Ambrosio - vedere   all&#8217;inaugurazione bambini e maestre sorridenti e festanti per la bella location trovata   per la loro scuola. Se oggi ciò gli è permesso è grazie ad un manipolo di cittadini che   allora, rischiando la loro incolumità personale, si opposero alla tracotanza ed alla   illegalità. Per me l&#8217;ex Asilo Croce Rossa, da oggi non più ex, rappresenta il vero   simbolo della legalità a San Giuseppe Vesuviano. La ricostruzione storica, durante   l&#8217;inaugurazione (la seconda dopo quella del 26 ottobre 2012 ad opera dei commissari   prefettizi) ha stranamente e gravemente cancellato vent&#8217;anni di battaglie per questo   edificio. Sarebbe bello se le insegnanti, spesso timorose delle polemiche e della   politica, ricordassero ai loro alunni, che dal 1990 in poi non furono le polemiche o la   politica, o addirittura la cultura, quelle si totalmente assenti allora, a salvare l&#8217;Asilo   Croce Rossa, ma bensì i sit-in, i blocchi stradali e le denunce. Vorrei che nessuno   dimenticasse che questa struttura, proprio perché assurta a simbolo di legalità,  è di   tutti i cittadini e pertanto bisognerà fare in modo che tutti ne usufruiscano&#8221;.</p>
<p>Ma cosa accadde alla fine degli anni 80? Proviamo a fare un passo indietro. Nel 1988   le comunali furono vinte dalla Democrazia Cristiana che conquistò ben 20 consiglieri   su 30. Sindaco divenne il dott. Ambrosio A.A. che aveva raccolto un plebiscito di voti,   oltre 5000 preferenza. Partirono quindi progetti fantastici: cavalcavia sulle ferrovia,   un area industriale, la tesoreria comunale e l&#8217;abbattimento e ricostruzione dell&#8217;ex   Asilo Croce Rossa. Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso, il Gruppo   Ecologico Vesuviano insieme a pochi altri cittadini di buona volontà disse no e il   giorno dell&#8217;avvio dei lavori si fece trovare davanti al cancello della scuola per   impedire che il folle progetto dell&#8217;amministrazione prendesse il via.</p>
<p>Ne segui un lungo contenzioso fra il comune e la ditta assegnataria che qualche   decennio dopo fu risarcita con un assegno miliardario.  Nell&#8217;atrio della scuola, mentre i bambini cantavano Jingle Bells, un attempato   signore ha ricordato quel momento:&#8221; In realtà Ambrosio non aveva nessuna   intenzione di demolire la scuola, gli interessava solo puntare al contenzioso.&#8221;  Parole pesanti dirette ad un amministrazione che solo qualche anno dopo, nel 1993,   fu sciolta per infiltrazione camorristica.</p>
<p>La verità fu che l&#8217;edificio finì nell&#8217;oblio della memoria. Solo  nel 2007,  all&#8217;indomani   della seconda strabiliante vittoria elettorale del dott. Ambrosio A.A., il quale dopo 5   anni di amministrazione si avviava a fare il secondo mandato, si iniziarono a tirare   fuori le montagne di rovi e rifiuti che gli uomini e la natura avevano depositato   all&#8217;interno della struttura. Si disse che servirono più di dieci grossi camion per   rimuovere ciò che si trovava depositato fra quelle storiche mura. La prima iniziativa   fu l&#8217;organizzazione del Presepe Vivente da parte dell&#8217;associazione Unione   Sangiuseppese che replicò anche l&#8217;anno successivo ma poi l&#8217;arrivo della   Commissione Straordinaria a seguito del secondo scioglimento del comune per   infiltrazione camorristica , a dicembre 2009, fece naufragare anche questo progetto.  Bisognò attendere l&#8217;arrivo dell&#8217;energica prefetto Cinzia Guercio, a settembre del   2011, affinchè la macchina comunale iniziasse a dare i frutti seminati dal precedente   prefetto, la dott.ssa Gabriella Tramonti, e a dare una svolta per tirare fuori dal   pantano amministrativo in cui l&#8217;aveva portato sette anni di gestione Ambrosio. I   risultati si videro in due opere pubbliche importanti: il completamento dei lavori di   Piazza Garibaldi e la consegna del primo lotto dell&#8217;ex Asilo Croce Rossa.</p>
<p>Oggi tante persone sono tornate fra queste mura, calpestano i pavimenti originali   tirati a lucido e fra di loro alcuni hanno gli occhi umidi quando passano le diapositive   con le immagini di vecchie foto in bianco e nero, un caloroso applauso accoglie una   foto di gruppo con una delle suore dal grosso cappello bianco con sullo sfondo la   Madonna in preghiera e una cinquantina di bambini, allora le classi erano numerose.   Forse più di uno dei presenti si riconosce e sui loro volti l&#8217;orologio della storia ci   porta ai mitici anni 50 e 60, gli anni del boom economico.</p>
<p>La prof. Raffaella Miranda, storica attivista del mondo cattolico sangiuseppese e fra   coloro che bloccarono fisicamente lo scellerato progetto di abbattimento e   ricostruzione dell&#8217;allora amministrazione Ambrosio, chiude gli interventi esortando   le mamme, e i nonni, presenti affinché conservino foto, quaderni, libri, giocattoli dei   bambini per garantirne la memoria al passare degli anni &#8221; non c&#8217;è niente di più bello-   dice- di rivedere vecchie immagini della gioventù, per affermare le nostre radici e   garantirci un futuro nel solco di chi ci ha preceduto&#8221;.</p>
<p>La serata termina al buffet offerto dalle maestre e da alcuni sponsor. L&#8217;augurio è che   al più presto il comune completi i lavori in programma e faccia di una bella scuola   anche una scuola sicura, manca ancora la scala antincendio.</p>
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		<title>TRA GEGIA E CARBONE UNA LOVE ALL&#8217;OMBRA DEL VESUVIO</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 15:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gemma tisci</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ottaviano – E’ nata una stella. Per il 23enne Michele Carbone il sogno è diventato realtà. Dopo tantissimi tentativi, oramai per Michele partecipare a sfilate e gare di bellezza era diventato soltanto un diversivo, dalla routine di vita di provincia. Una distrazione dal lavoro di venditore di biancheria. Il sogno nel cassetto che diventa realtà. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/09/cortese-foto2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9182" title="cortese-foto2" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/09/cortese-foto2-227x300.jpg" alt="" width="227" height="300" /></a>Ottaviano</strong> – E’ nata una stella. Per il 23enne Michele Carbone il sogno è diventato realtà. Dopo tantissimi tentativi, oramai per Michele partecipare a sfilate e gare di bellezza era diventato soltanto un diversivo, dalla routine di vita di provincia. Una distrazione dal lavoro di venditore di biancheria. Il sogno nel cassetto che diventa realtà. A volte succede. Succede quando insisti, quando non ti fermi al primo &#8220;No&#8221;. succede quando qualcuno si accorge di te. <span id="more-9179"></span>Michele imperterrito è andato avanti e ad un certo punto ha partecipato alla tappa di Mister Italia, la gara che incorona i principi di bellezza, conquistando la fascia di &#8220;Mister volto per il cinema&#8221;. È stato notato da Gegia che lo ha voluto nel suo video per la canzone, divenuta tormentone dell’estate “Mamma Dance&#8221;. Durante le riprese a quanto pare è “scoppiata” la passione, nonostante la differenza di età. Lei oramai negli “…anta” lui poco più che ventenne. Da allora Michele e Gegia passano molto tempo insieme. Lui non perde occasione per raggiungerla sul set che la vede impegnatissima per le riprese del film di Roy Geraci: “Mia figlia si sposa”, che ha come protagonista Enzo Salvi. “Grazie a Michele – spiega Gegia – ho superato il dolore della separazione da mio marito”. Felice come una ragazzina al primo amore è vero, ma sottolinea che non per questo ha perso il senso della realtà. “Ho i piedi per terra – continua l&#8217;attrice – e so che non devo farmi illusioni”. Le loro foto sul motore di ricerca hanno raggiunto gli oltre 20mila clic. Molti settimanali di gossip si sono interessati a loro e tra qualche giorno li vedremo insieme nella trasmissione di Barbara D’Urso su uno dei canali Mediaset. Ma lui, Michele cosa ne pensa della sua love story? Del futuro per così dire amoroso preferisce non parlarne, ma si ritiene fortunato e ci tiene a ringraziare Antonella Cortese della Cortese Management “Devo tutto a lei – spiega Michele – ha creduto in me e grazie alla fiducia che mi dato, oggi posso dire di aver realizzato parte dei miei sogni”.</p>
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		<title>OTTAVIANO, PRISCO NEO PRESIDENTE DEL ROTARY</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 13:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gemma tisci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ottaviano – È Nicola Prisco di professione notaio, il nuovo presidente del Rotary Club di Ottaviano. Con l’apertura dell’anno sociale 2014 – 2015 in un&#8217;atmosfera suggestiva nel giardino di &#8220;Le Ville&#8221; a Ottavianoal chiaro di luna, tra lucerne e leccornìe, la cerimonia del passaggio della campana da si conclude il mandato dal past presidente Luigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/07/foto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9177" title="foto" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ottaviano – È Nicola Prisco di professione notaio, il nuovo presidente del Rotary Club di Ottaviano. Con l’apertura dell’anno sociale 2014 – 2015 in un&#8217;atmosfera suggestiva nel giardino di &#8220;Le Ville&#8221; a Ottavianoal chiaro di luna, tra lucerne e leccornìe, la cerimonia del passaggio della campana da si conclude il mandato dal past presidente Luigi Tuorto a Nicola Prisco. Vicepresidenti Antonio Prisco e Silvio Cola. Segretario Michele Boccia.<span id="more-9176"></span><br />
Un programma ricco di importanti eventi culturali, ma anche un anno all’insegna della solidarietà e recupero del territorio della città di Ottaviano e un mega progetto “Fiume Sarno” . Ma non è tutto, nel programma tantissime le iniziative sociali, dal banco alimentare ai mercatini di beneficenza, alle “domeniche della salute”. Con il binomio “salute e benessere”, si da il via agli appuntamenti domenicali con medici specialisti, chiamati a conferire e a mettere a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, tutto il proprio sapere professionale su patologie ed eventuali terapie. Nel programma sono previste serate dedicate al teatro, in particolare quest’anno sarà omaggiato il teatro di Eduardo de Filippo. Non mancheranno incontri culturali con letterati, storici e scrittori e non mancherà l’incentivo per i giovani verso lo sport, premiando chi, durante l’anno, si è distinto per merito e volontà, nella disciplina sportiva di atletica leggera.</p>
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		<title>PRESENTATO IL LIBRO DI AMBROSIO SULLA POSTURA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 18:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unapagina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Centro]]></category>

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		<category><![CDATA[Vivibilità e Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[San Giuseppe Vesuviano - Presentato lunedì 5 maggio alle ore 18,30, presso la sala consiliare del Comune, il Primo Volume di &#8220;Quaderni di Terapia Fisica&#8221;, La Postura: accorgimenti e consigli per avere un corpo dritto e senza dolori. Il libro, del dottor Antonio Ambrosio, osteopata e posturologo,  edito dalle edizioni scientifiche della fisioCAMPUS.
Novità assai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/05/cimg0587.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9169" title="cimg0587" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/05/cimg0587-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>San Giuseppe Vesuviano - Presentato lunedì 5 maggio alle ore 18,30, presso la sala consiliare del Comune, il Primo Volume di &#8220;Quaderni di Terapia Fisica&#8221;, La Postura: accorgimenti e consigli per avere un corpo dritto e senza dolori. Il libro, del dottor Antonio Ambrosio, osteopata e posturologo,  edito dalle edizioni scientifiche della fisioCAMPUS.<span id="more-9168"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;" align="JUSTIFY">Novità assai gradita, e inusuale per la presentazione di un volume, è stato il botta e risposta tra l&#8217;autore e il folto pubblico presente. Insomma una vera e propria Lezioni di Postura, che ha visti coinvolti anche gli altri esperti intervenuti: l&#8217;ortopedico e traumatologo Antonio Russo della Asl Na4, che ha trattato dell&#8217;incidenza della cattiva postura sui traumi ossei o viceversa dei traumi sulla modificazione della postura. “Secondo la mia esperienza -ha spiegato il dottore Russo – tutti andrebbero sottoposti almeno una volta nella vita ad un esame posturale completo. E laddove  ce ne fosse la necessità gli esercizi posturali andrebbero effettuati periodicamente nel corso della nostra vita”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;" align="JUSTIFY">Il dottore Antonio Ambrosio, autore di La Postura, ha tenuto a sottolineare come, “il volume sia nato dalla necessità di dare ai non addetti ai lavori uno strumento di facile e rapida consultazione  per correggere nel quotidiano errori di posizionamento del nostro corpo”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;" align="JUSTIFY">Il pubblico si è mostrato particolarmente interessato ad argomenti come la differenza tra postura e correttiva; alla necessità o meno di sussidi come plantari o solette; ai limiti d&#8217;età per poter praticare  un corso di postura; oppure all&#8217;importanza della respirazione o alle implicazioni psicologiche che influenzano l&#8217;atteggiamento corretto o meno del nostro corpo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;" align="JUSTIFY">Il dottore Ambrosio ha risposto a tutti in modo esauriente ed ha specificato: “Non sono un professore, ne mai lo sarò ma semplicemente un aggiustatore e come tale vi rispondo secondo la mia casistica. La postura ha un senso se fatta individualmente e non in gruppo, può effettuarsi a qualsiasi età e un diaframma bloccato in inspirazione è una delle prime cause di modificazione posturale del nostro corpo, che rimane influenzato anche dalla bocca e dai piedi”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;" align="JUSTIFY">Presente anche l&#8217;autore della copertina del libro, il pittore e scultore Luigi Franzese. Sono intervenuti il sindaco Vincenzo Catapano e l&#8217;assessore alla cultura Dolores Leone, di San Giuseppe Vesuviano. Entrambi hanno sottolineato, “l&#8217;importanza di incontri del genere per i nostri giovani in particolare”. Numerose sono state le domande del pubblico sull&#8217;influenza che gli zaini hanno sui cattivi atteggiamenti corporei degli scolari. Il dottore Ambrosio ha replicato: “Voglio sfatare questa credenza dello zaino portatore di tutti i mali posturali dei nostri figli, perché a mio modesto parere bisogna intervenire sui banchi e sedie oggi utilizzati nelle scuole, Ausili tutti uguali, spesso lontani da ciò che prescrive la normativa e che questi si arrecano danni alla colonna vertebrale dei giovanissimi alunni certamente non sono appropriati a tutti gli alunni che li occupano”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm;" align="JUSTIFY">A  moderare la serata è stata  la giornalista e scrittrice Gemma Tisci, tra l&#8217;altro autrice di apprezzati libri che trattano delle violenze psicologiche e fisiche sui giovani.</p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>L&#8217;UOMO, IL CORAGGIO, LO SPIRITO NEL FRANZESE ARTISTA VERO</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2014 19:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Centro]]></category>

		<category><![CDATA[Cultura e Spettacoli]]></category>

		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[SAN GIUSEPPE VESUVIANO - Il metallo che non si piega. Così come non cedettero i due eroi ai quali San Giuseppe Vesuviano ha inteso dedicare un Largo nel centro del paese. Falcone e Borsellino Miti Matti della nostra epoca. Ho impiegato in po di giorni prima di vedere da vicino l&#8217;opera del nostro concittadino Luigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">SAN GIUSEPPE VESUVIANO<em> - <a href="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/03/cimg0686.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9162" title="cimg0686" src="http://www.unapagina.it/wp-content/uploads/2014/03/cimg0686-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>Il metallo che non si piega. </em><span style="font-style: normal;">Così come non cedettero i due eroi ai quali San Giuseppe Vesuviano ha inteso dedicare un Largo nel centro del paese. Falcone e Borsellino </span><em>Miti Matti</em><span style="font-style: normal;"> della nostra epoca. Ho impiegato in po di giorni prima di vedere da vicino l&#8217;opera del nostro concittadino Luigi Franzese. Volevo essere da solo, lontano dal trambusto, dalle voci, dai suoni e coglierne in silenzio l&#8217;effetto che avrebbe fatto su di me. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">Non avevo dubbi e così è stato, davanti a <em>l&#8217;uomo, il coraggio, lo spirito</em> vi ho scorto il Franzese che conosco. Lo spirito introverso ma libero, il viscerale rapporto che lui ha con la sua terra, la sua simbiosi artistica con la materia.<span id="more-9161"></span> L&#8217;acciaio da lui utilizzato ti da l&#8217;idea del movimento. Il metallo che muta continuamente, quasi rispondesse sfidandoli all&#8217;insulto degli agenti atmosferici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">Forse non è stato lo stesso per i nostri due <em>Miti Matti</em>? Sfidare, brandendo la bilancia della giustizia in risposta agli insulti del malaffare. Forse è ciò che Franzese ha scorto nella vita di Falcone e Borsellino e lo ha voluto rappresentare nella sua scultura. Forse. Sicuramente però la sua opera non vuole certo rappresentare uno degli emblemi della legalità. Sarebbe troppo riduttivo per un artista del suo calibro, in risposta all&#8217;invito di chi gli ha commissionato questa scultura, se la intendesse come uno dei simboli della legalità a memoria dei posteri. Un artista non può fare ciò.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="JUSTIFY">I simboli sono semplicemente astrazione. La legalità è tale solo se reale e non simboleggiata in un monumento per l&#8217;immaginario collettivo, per l&#8217;emozione di quel momento. La legalità va praticata quotidianamente. E Franzese in quel luogo ha posato dei materiali in movimento, simboleggiato il nulla di statico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-style: normal;">L&#8217;acciaio speciale utilizzato per </span><em>l&#8217;uomo, il coraggio, lo spirito </em><span style="font-style: normal;">a me rappresenta il </span>Franzese artista vero, di livello internazionale. Lui come ogni grande artista vive tutti i ciclici conflitti con la sua terra, fuggirne lontano, anche stando rintanato nel suo laboratorio, a contatto con la campagna vesuviana. Eppure è la stessa terra dello <em>sterminator Vesevo </em><span style="font-style: normal;">profondamente amata, perché</span><em> </em><span style="font-style: normal;">soggetto perenne della sua opera</span>.<br />
Il suo modo di essere lo fa apparire sfuggente, timido, quasi intollerante e, invece, la sua pittura e scultura ci narrano quanto lui sia in grado di essere caloroso, affettuoso, amorevole. Franzese non è un bravo imbonitore, non è un pittore su commissione, è uno spirito libero, una mano sciolta. Proprio per questo, ad oggi, il filone della sua miniera artistica è stato inesauribile.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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